Laza Azerbaijan

Azerbaijan, viaggio tra i villaggi del caucaso

azerbaijan, un viaggio nel tempo

A essere del tutto onesti, quando mi è stato proposto un viaggio in Azerbaijan, la mia reazione è stata un mix tra sorpresa e curiosità. Conoscevo pochissimo questa terra che si affaccia sul Mar Caspio, a metà tra Europa e Asia, nata in seguito al crollo del muro di Berlino, che sanciva la fine del comunismo. Tuttavia, l’opportunità di visitare l’Azerbaijan, una terra ancora incontaminata e tutta da esplorare, ha cancellato ogni forma di pregiudizio e limite mentale, confermando ancora una volta il desiderio di mettersi in viaggio alla scoperta di nuovi orizzonti.

E cosi, senza molte pretese, accetto l’invito e parto alla volta di Baku in una calda alba di fine Giugno dall’aeroporto internazionale di Dubai, per scappare dal caldo torrido del Medio Oriente per rifugiarmi nella fresca brezza estiva continentale.

Sbrigate le pratiche di Visto (ultimamente è possibile applicare e pagare online, 20eu), saltiamo a bordo di uno dei taxi London style fuori dall’aeroporto e ci dirigiamo verso il nostro hostel nel centro della città.

flame towers baku
Le flames towers di Baku
Baku Azerbaijan
Nel centro storico di Baku, dichiarato patrimonio dell’Unesco

baku, tra passato e presente

Sin da subito Baku, capitale dell’Azerbaijan, si dimostra molto interessante, con i richiami sovietici d’un tempo da un lato e gli edifici dallo stile futuristico dall’altro,  a testimonianza di una città in forte crescita.

Il centro della città, principalmente pedonale e limitato al traffico, è un vero bijou; ristoranti, bar e negozi affollano il centro mentre si sentono sfrecciare le vetture di F1 nel circuito cittadino preparato ad hoc nel week end della gara. 

Baku Azerbaijan
Il tipico forno dove viene cotto il pane
Baku Azerbaijan
Le antica mura della città vecchia

Giunti nella città vecchia, dichiarata dall’Unesco patrimonio dell’Umanità, vengo immediatamente rapito dal fascino e dalla bellezza del posto. Stradine in pietra e vicoletti strettissimi compongono il puzzle di questa parte di Baku, arricchita dal castello e dalla torre.

In questa splendida cornice, ci fermiamo a pranzare in una splendida taverna, ricca di piatti della profonda tradizione azera e con le foto in bella vista dei personaggi famosi che vi hanno presenziato.  Il cibo è eccezionale e la signora all’ingresso prepara il pane caldo nel tipico forno fatto in pietra.

Passato e Futuro sono in armonia perfetta a Baku, e dalla città vecchia ci dirigiamo verso lo skyline icona della capitale: le Flame towers. Dal parco ( nome), dove ci si può arrivare con la funivia che parte dal boulevard, o semplicemente dalla scalinata lungo la stessa linea, si può ammirare Baku in tutta la sua bellezza: il blu del mar Caspio e le flame towers illuminate dalla luce del tramonto mentre il sole si perde oltre l’orizzonte.

DA BAKU AL CUORE DEL CAUCASO

Il viaggio continua e il giorno successivo siamo pronti per il road trip in direzione Nord, nella regione Caucasica. Lasciata Baku alle spalle, il verde delle colline e l’azzurro del cielo guadagnano prepotentemente la scena, mentre per la strada si iniziano a leggere le prime indicazioni per Quba.

Laza Azerbaijan
Subito fuori Baku, sembra di tornare indietro nel tempo
Azerbaijan tourism
La strada che porta a Laza, tra le montagne del Caucaso

Un breve deviazione ci porta nella terra del fuoco, una vasta area dal numero considerevole di trivelle impegnate costantemente nell’estrazione di gas liquido, principale forma di economia del Paese; in questo sito, una grande fiamma è alimentata dal gas che fuoriesce dalla roccia da oltre 4000 anni, una sorta di fenomeno misterioso che spingeva migliaia di pellegrini, nei secoli passati, all’adorazione di questo spettacolo naturale come una vera divinità.

Proseguiamo il nostro trip verso Quba, non prima di esserci persi in un vero e proprio ghetto, dalle stradine sconnesse e prive di alcuna indicazione, circondati dallo sguardo curioso dei locali.

Sulla strada verso nord è possibile fermarsi per un break in uno street food market, in direzione opposta ad una moschea ai piedi di una piccola montagnetta. Il profumo del bbq si disperde nell’aria e non servono ulteriori raccomandazioni per assaporare un ottimo kebab di agnello on the road. Siamo gli unici stranieri nei paraggi e la gente sembra divertita dalla nostra presenza e non si risparmiano per una foto in primo piano.  E dove le diverse lingue separano, ci pensa una semplice fotografia ad unire e a comunicare.

Quba Azerbaijan
Un cavallo solitario nella regione di Quba, Azerbaijan

LAZA, IL VILLAGGIO TRA LE MONTAGNE dell’azerbaijan

Laza Azerbaijan
“I guardiani di Laza”
Laza Azerbaijan
Il villaggio di Laza, immerso nel verde e tra le montagne del Caucaso

La strada per Laza è uno spettacolo puro, tra sentieri alberati, fiumi e greggi al pascolo; nonostante la fitta nebbia che avvolgeva le montagne e copriva la visuale nel Canyon, decidiamo di addentrarci fino al piccolo villaggio sperduto tra le valli dell’Azerbaijan.

Accanto al cartello che sancisce l’ingresso a Laza, troviamo due ragazzini che sembrano in attesa dei pochi viaggiatori che si avventurano in questi luoghi disconnessi dal resto del mondo.

Non parlano inglese e portano con se piccoli oggetti pronti per essere venduti.  Ci guidano dentro il villaggio quando la nebbia è ormai scesa sulle piccole casette di questo luogo incantato, avvolto nel silenzio delle montagne, tra cavalli selvaggi e piccoli orti coltivati. Troviamo un piccolo supermarket per i prodotti di prima necessità, oltre a sigarette e alcolici vari. La sensazione è surreale, la percezione di un viaggio indietro nel tempo di almeno 100 anni. La semplicità di una vita fa e un futuro ancora da scrivere.

I ragazzini ci invitano a pernottare nella Guesthouse del villaggio e con piu tempo a disposizione sarebbe stata una valida opzione; tuttavia, il giorno seguente ci avrebbe visto nuovamente alla guida, in direzione opposta a Laza, verso il villaggio di Xinaliq, apparentemente il luogo abitato più alto d’Europa.

Laza Azerbaijan
Gavir, è il proprietario del piccolo minimarket di Laza, dove si possono trovare alimentari di ogni genere e litri di vodka.

Xinaliq, il villaggio più alto d’europa

Subito dopo aver fatto colazione a base di yogurt e formaggi freschi, marmellate e l’inevitabile caffe, ripartiamo alla volta di Xinaliq in una bellissima giornata estiva, con un cielo azzurro e nuvole rapide a comporre lo scenario di fronte a noi. Ci addentriamo nella regione Caucasica, con panorami mozzafiato immersi nel verde della valle e montagne innevate in lontananza.

Dopo circa 3 ore di viaggio da Quba, giungiamo a Xinaliq, il piccolo villaggio fatte di casette e rifugi; un’atmosfera magica che ricorda a tratti quella del signore degli anelli nella contea degli hobbit. Il lento scorrere della vita quotidiana cattura immediatamente la mia attenzione, con le donne impegnate a portare avanti le faccende domestiche in compagnia dei bambini dallo sguardo timido alla vista di stranieri nella loro terra.  Fotograficamente parlando è un vero piacere, catturare attimi di vita cosi lontani dai nostri giorni in un contesto a dir poco spettacolare.

Caucaso Azerbaiajn
Il panorama mozzafiato sulla strada per Xinaliq, Azerbaijan
Quba Azerbaijan
Ordinary life a Xinaliq: una donna intenta a lavare una pentola in una delle poche fonti d’acqua del villaggio.

Incontriamo Rosho, un uomo del posto, il quale per poche Liram ci invita a casa sua per il pranzo. Incontriamo sua moglie e la sorella e dopo aver chiesto gentilmente il permesso, rubo qualche scatto nella loro cucina, con lo sguardo divertito e timido delle due.

L’ospitalità azera si presenta nella sua essenza, una casa accogliente e il tavolo pieno di prelibatezza: verdure e formaggi freschissimi, involtini di agnello e l’immancabile yogurt.

Xinaliq Azerbaijan
Malgrado l’assenza di bar o ristoranti, la gente del luogo è pronta ad ospitare gli stranieri per offrire loro un pasto caldo.
Una famiglia nella regione del caucaso
Gli abitanti di Xinaliq, il villaggio più alto d’Europa

Il quadro perfetto per la definizione di viaggiatore, immerso tra cultura e tradizione locale.  Concludiamo il pranzo con una tazza di black tea come solito da queste parte e Rosho ci invita a cavalcare il cavallo su e giu per la valle: un sogno. Non esito ad accettare l’invito immediatamente e in meno di un’ora mi ritrovo a cavalcare per la prima volta, esattamente nel modo in cui ho sempre sognato: in sella ad un cavallo in una distesa infinita nel bel mezzo della valle, con il vento fresco sul viso e il brivido della libertà man mano che prendo velocità. Semplicemente un momento unico, sensazionale, che ricorderò per sempre.

Ci congediamo da Rosho e dai suoi simpatici amici, ringraziandoli per la splendida giornata regalataci e ci rimettiamo in viaggio per il ritorno verso Baku, concedendoci alcune soste qua e la sulla strada per scatti unici e senza tempo.

Viaggiare in modo non convenzionale, fuori dagli schemi e lontano dai luoghi di massa è ciò che rende un viaggio davvero memorabile e unico nelle sue forme. E devo ammettere che questi 5 giorni passati in Azerbaijan sono stati emozionanti, in un luogo ancora tutto da scoprire e da vivere in prima persona.

A cavallo nella valle
La corsa a cavallo tra i sentieri della valle, con il vento in faccia in piena libertà.

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