Sri Lanka Peace of Mind

SRI LANKA, PEACE OF MIND

UN VIAGGIO NELLA FEDE BUDDISTA

La mente come centro dell’universo, la pace interiore come energia per affrontare ogni giorno. Potrebbero sembrare semplici parole, un credo talvolta  difficile da comprendere ma per questo straordinariamente profondo e ricco di significato in un paese come lo Sri Lanka.

Questa terra si porta dietro la sua storia millenaria dove ancora oggi è possibile viverne i rituali e le tradizioni di un tempo assai lontano. È una terra povera e dura, sommersa da piogge tropicali che riducono le piccole strade a veri e propri torrenti; zone rurali dove la popolazione vive semplicemente con il raccolto della propria terra e l’elettricità e l’acqua calda risultano non pervenuti. E proprio in queste circostanze, la fede rappresenta l’unico appiglio per questa gente, credere in una nuova vita dopo il termine di questo viaggio terreno,  migliore o peggiore sarà il fato a decidere. 

Anuradhapura Sri Lanka
I pellegrini riuniti intorno alla Stupa di Anuradhapura in Sri Lanka

Migliaia di pellegrini vestiti di bianco, il colore della purezza, si riuniscono intorno agli antichi templi di Anuradhapura, l’antica capitale del regno; uniti in preghiera di fronte alla grande stupa e al cospetto delle numerose statue di Buddha, invocano canti al cielo in onore del grande profeta. Per il viaggiatore straniero è davvero una toccasana, un privilegio assoluto poter assistere ad un rituale che si ripete in questi luoghi da secoli.

lo sri lanka, un paese immerso nel verde

La pioggia accompagna il mio viaggio nel mese di Dicembre e la tenuta fotografica viene messa a dura prova. Lasciata alla spalle la valle dei templi, mi dirigo verso uno dei tanti parchi nazionali che ospitano decine di elefanti selvaggi: Minnereya Park. Lungo la strada si intravedono dei segnali di pericolo, dovuto a possibili attraversamenti dei grandissimi pachiderma, mentre tutto intorno è un’ un esplosione di verde nel grigio della stagione tropicale. L’ingresso nel parco si vive nel pieno dell’avventura, tra sterrato e fango in cui talvolta si fa fatica a tenere la jeep in moto, ma dopo circa mezz’ora di cammino, lo spettacolo del parco lascia senza fiato, con gli elefanti liberi a girovagare in  cerca di qualche foglia da mangiare sugli alberi.

Ogni giorno una nuova tappa dopo una notte passata in qualche guesthouse al limite dell’accettazione, talvolta con qualche rana inaspettata nella doccia… ma il viaggio on the road è avventura,  il gusto di ripartire ogni giorno e fermarsi giusto poche ore per riposare, prima di rimettersi in cammino verso la prossima tappa. Cosi, in pochi giorni, supero Sigirya, Dambulla, Kandy, tappe fondamentali di un tour in Sri Lanka, tra gli antichi resti delle dinastie passate e i templi mete di pellegrinaggio dai parte di milioni di cingalesi e turisti.

Lungo la strada è possibile fermarsi per un pranzo veloce e gustare il tipico rice and curry della zona. Un piatto a base di riso, con tanti piccoli assaggi di verdure. Attenzione soltanto a dove decidete di fermarvi per evitare spiacevoli inconvenienti intestinali. Il calore umano si percepisce ad ogni passo e sono in molti a chiedermi la mia provenienza e se il cibo offerto è di mio gradimento. Cosi, tra una chiacchiera e una foto ricordo, si ha la possibilità di socializzare con tanta gente del posto, ascoltando le loro storie e i loro racconti.

da newara eliya alle spiagge tropicali

Mi dirigo verso sud ma solo dopo aver visitato la regione di Newara Eliya dove il tocco british dovuto agli anni della colonizzazione è ancora molto presente. Nell’hill country del paese, è possibile visitare le numerose Tea Factory che ricoprono tutto il passaggio montuoso, dove il verde della terra sembra fondersi con il cielo.

Da Newara Eliya si può raggiungere Ella a bordo del famoso treno della regione, frequentato dai locals e dai turisti in cerca di avventura tra le porte aperte del treno in movimento. Il passaggio tra le piccolissime stazioni è spettacolari, dove l’immaginazione corre lontano, pensando alle centinaia di anime dei piccoli villaggi e alla loro routine giornaliera.

Il treno scivola via, villaggio dopo villaggio, e cosi una volta ad Ella, continuo il mio viaggio in auto raggiungendo il caldo delle spiagge tropicali di Tangulla e Mirissa. Veri e propri paradisi con lunghe palme che sembrano fuoriuscire direttamente dal mare, mentre tavole da surf schizzano veloci sulla cresta dell’onda tra i colori del tramonto.  

In questi piccoli villaggi di pescatori divenuti mete turistiche per via delle spiagge dorate e infinite, sono ancora visibili i segni dello Tzunami del 2004,  quando l’oceano piombò con tutta la sua forza con onde alte 15 metri che inabissarono tutti i piccoli villaggi a ridosso della spiaggia. Dai racconti dei pescatori, l’oceano si ritirò per circa 2 chilometri, lasciando scoperto tutto il fondale marino, prima di abbattersi con tutta la sua furia sulle popolazioni locali.

Gli ultimi giorni sono di puro relax nei colori rossastri del tramonto, in compagnia di una Lion beer per rinfrescare i pensieri della sera. In questo primo contatto con il sud est asiatico, posso dire di essere rimasto davvero ammaliato dalla bellezza e dall’ospitalità dello Sri Lanka. Un piccolo paese ricco di storia e culla del buddismo, malgrado i contrasti molto accesi nella parte nord dell’isola tra il movimento terroristico tigri tamil e il governo centrale, il cui conflitto è durato più di trent’anni.

Scende la sera a preparo lo zaino con i ricordi di un viaggio memorabile, in solitaria, dopo aver vagabondato per quasi 2000 chilometri. Un viaggio zen per conoscere, imparare e crescere, sulle strade del mondo.

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